Il disbrigo pratiche come competenza dell’Oss.

Quando si parla della figura professionale dell’Operatore Socio-Sanitario ci si riferisce principalmente alle sue competenze sanitarie ed assistenziali. C’è tuttavia un servizio intrinseco dell’attività dell’Oss, un po’ sottovalutato, ed è quello relativo al disbrigo pratiche rivolto a persone non più autosufficienti. Nella svolgimento della sua attività professionale, soprattutto in ambito domiciliare, l’Oss può essere chiamato ad effettuare qualche commissione per conto di persone anziane o con disabilità. Come si evince dall’allegato B dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, tra le competenze tecniche dell’Oss, rientra pure lo svolgimento di “attività di informazione sui servizi del territorio” e il “disbrigo di pratiche burocratiche”. Il regolamento del 2001, tuttavia, non dispone di un elenco specifico relativo a tali pratiche. Sulla base di un’esperienza personale in ambito domiciliare, oggi parlerò del disbrigo pratiche come competenza dell’Oss.

Ritiro e consegna farmaci.

Anziani e diversamente abili, per ovvie ragioni, non sempre sono nelle condizioni di potersi recare fisicamente dal proprio medico di base per ritirare la ricetta relativa alla prescrizione dei farmaci. Tale problema è stato parzialmente risolto con l’introduzione della ricetta elettronica. Ma in molti contesti, persiste ancora la tendenza a delegare l’Operatore, il quale si reca regolarmente in farmacia per ritirare i farmaci e consegnarli direttamente a domicilio dell’assistito. Lo stesso discorso vale, ovviamente, per i rinnovi dei piani terapeutici.

Richiesta ed erogazione di ausili e presidi.

Carrozzine, deambulatori, stampelle, materassi e cuscini antidecubito, ma anche pannoloni e cateteri. Sono tutti ausili e presidi indispensabili per la gestione di un paziente. Se sei un’Operatore Socio-Sanitario puoi occuparti della fornitura di tali servizi, mettendoti direttamente in contatto con l’Asl competente per territorio o con le aziende private convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Tutto ciò avviene naturalmente solo dopo aver ottenuto la delega dalla persona assistita o dall’azienda presso la quale lavori.

Pagamento bollette, rinnovo documenti e commissioni varie.

Sono tutte operazioni che possono sembrare banali, ma che in realtà creano non pochi disagi a chi, per svariati motivi, è costretto in una sedia a rotelle o ad una persona con una disabilità psichica, dichiarata dunque incapace di intendere e di volere. Anche in questo caso il tuo ruolo di Oss può fare la differenza. Puoi essere tu, per esempio, ad avere in carico il compito di controllare tutte le scadenze burocratiche del tuo assistito e a recarti alla posta per pagare l’ultima bolletta della luce.

Prenotazioni esami diagnostici e visite specialistiche.

È un’altra attività tipica di chi si occupa di anziani non autosufficienti o di pazienti con disabilità. Sono tutti soggetti che durante l’anno devono sottoporsi a semplici esami di routine o a particolari visite specialistiche. In questo caso puoi anche occuparti, sempre con apposita delega, di prenotare per conto di terzi. Sarò sempre tua competenza informarti su eventuali agevolazioni a cui ha diritto il tuo assistito, come ad esempio l’esenzione del ticket. Con molta probabilità, anzi quasi sicuramente, sarai tu ad accompagnare il paziente alla visita programmata giorni prima. Chiaramente, ti informerai in anticipo sull’accessibilità o meno delle strutture presso le quali dovrai recarti insieme al tuo assistito.

Segnalazioni barriere architettoniche.

Si tratta purtroppo di un problema secolare, al quale ancora oggi, nonostante le numerose campagne di sensibilizzazioni di enti ed associazioni, non è stata trovata una soluzione definitiva. Nel condominio in cui risiede il tuo assistito manca una rampa per disabili? Potresti essere proprio tu a segnalare tale deficienza all’amministratore di condominio. Potresti mettere in contatto il tuo assistito con un avvocato, o con un’associazione per la tutela dei diritti dei diversamente abili, perché possa ricevere un’adeguata assistenza legale. Se non lo hai già fatto, puoi recarti al Comune per ottenere un contrassegno per disabili che autorizzi il tuo assistito a parcheggiare la sua auto in aree appositamente riservate.  Puoi richiedere, ancora per conto del tuo assistito, la realizzazione di un posto auto privato sotto casa, in modo che non venga occupato da altri condomini.

 

Marco Amico

Operatore socio sanitario, blogger e giornalista. Ho 35 anni, una laurea in Lettere e Filosofia, che c'entra poco con la mia professione, e la passione per la scrittura, le bici, le serie TV, i libri, la storia. Lavoro in una casa di riposo e nel tempo libero scrivo articoli d'informazione socio-sanitaria.

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