Il ruolo dell’Oss in ambito psichiatrico

Il rischio di ricevere uno sputo in faccia o, nella peggiore delle ipotesi, una vera e propria aggressione fisica è molto più elevato, per ovvie ragioni, in un reparto psichiatrico piuttosto che in Medicina Interna o in qualsiasi altro settore. In questo articolo proverò a definire il difficile ruolo dell’Oss in un ambito, tanto complesso quanto affascinante, quale quello psichiatrico. Lo farò sulla base di un’esperienza professionale diretta, avendo lavorato negli anni passati in un istituto psicopedagogico e in una comunità alloggio per disabili psichici.

La legge Basaglia: prima e dopo.

Non è assolutamente mia intenzione soffermarmi sugli aspetti legislativi dell’argomento in questione. Tuttavia, un articolo che ponga al centro dell’attenzione l’assistenza socio-sanitaria ai pazienti psichiatrici, non può non prendere le mosse, da un regolamento che rappresenta ancora oggi uno spartiacque nella storia della psichiatria italiana, vale a dire la legge 180 del 13 maggio 1978, meglio conosciuta come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra veneto promotore della riforma.  Ciò che maggiormente mi preme qui sottolineare è il modo in cui è radicalmente cambiato, dopo l’approvazione di questa legge, la concezione che si ha, nell’immaginario comune, del disabile psichico. La legge Basaglia, infatti, non è una semplice enunciazione di regole, bensì una riforma strutturale che ha totalmente rivoluzionato il modo di rapportarsi con la persona affetta da disturbi mentali, considerati fino ad allora un rischio per la società, alienati e potenzialmente pericolosi. Per loro l’unico campo di intervento si limitava al contenimento e all’emarginazione dalla società. Luoghi adibiti a tale trattamento erano i manicomi, strutture spesso fatiscenti delimitate da campi con fili spinati: delle vere e proprie carceri. La legge 180, passata alla storia per aver imposto la chiusura dei manicomi, interviene a restituire dignità al paziente psichiatrico, che può godere adesso del diritto alla salute e alla cura, ed è inserito, sulla base della patologia di cui è affetto, in un ampio programma riabilitativo che ha come fine il reinserimento programmato nella società.   

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