Esami Oss, otto domande a trabocchetto che possono crearti qualche problema.

Il più delle volte si tratta di domande molto semplici, ma l’ansia, l’emozione e la fretta di dover rispondere correttamente, e nel minor tempo possibile, possono giocare brutti scherzi. Anche la presenza di una commissione ufficiale regionale può suggestionarti al punto da compromettere irrimediabilmente il tuo esame di Operatore Socio Sanitario per il quale hai tanto studiato spendendo anche una somma considerevole di denaro. Il consiglio che ti do è quello di provare a mantenere sempre la calma, rileggere attentamente la domanda se si tratta di un esame scritto o di dedicare qualche secondo alla riflessione prima di iniziare a parlare, se si tratta di una prova orale. È statisticamente provato che una buona parte degli errori è commessa per distrazione o per mancata comprensione delle domande. A tutto ciò si aggiunge un’altra considerazione: ci sono domande create appositamente per farti “inciampare”. Sono le cosiddette domande a trabocchetto che possono crearti qualche problema durante l’esame. A seguire troverai 8 esempi classici di domande a trabocchetto che puoi incontrare nei test.

1) Differenza tra “veicolo” e “vettore”.

I due termini vengono erroneamente confusi, sovrapposti o utilizzati addirittura come sinonimi. In realtà sono due sostantivi assolutamente diversi. Si possono incontrare nello studio dei moduli di igiene e in particolare quando si parla di trasmissione delle malattie infettive. Comincio con il primo termine. Il veicolo è un oggetto inanimato contaminato che può trasmettere indirettamente una malattia infettiva. Per esempio un panno sporco di urine è un veicolo potenzialmente infetto, motivo per cui si raccomanda sempre l’uso dei guanti per lo smaltimento di questo elemento. Altri veicoli possono essere il cibo, l’acqua, l’aria e tanti oggetti (si pensi ad esempio alle lenzuola di un letto di degenza, agli ausili e ai presidi sanitari.)  Il vettore è invece un organismo vivente che può rivelarsi responsabile della trasmissione di agenti infettivi. L’esempio più lampante è fornito dagli animali o ad altri organismi parassiti. Si pensi alla zanzara anopheles responsabile della trasmissione della malaria.

2. Menomazione, disabilità ed handicap.

Si tratta di tre concetti molto semplici di cui troppo spesso si parla però in modo improprio e per cui è necessario fare un po’ di chiarezza. Sulla distinzione di questi tre termini è intervenuta molto tempo fa anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La menomazione altro non è che la perdita di una funzione fisiologica, anatomica o psicologica. È menomazione, per esempio, la perdita di un arto a seguito di un evento traumatico (un incidente stradale).  È menomazione anche la malformazione di un arto dalla nascita. Insomma si parla di menomazione quando si è in presenza di un danno, fisico o psichico, oggettivo. Assai diverso è invece il concetto di “disabilità”. Per disabilità infatti s’intende la perdita di una specifica capacità operativa causata da una menomazione.  Per esempio, una menomazione fisica agli arti inferiori implica inevitabilmente dei problemi nella deambulazione. La difficoltà nella deambulazione definisce così la condizione di disabilità. Il termine di “handicap” indica infine lo svantaggio sociale vissuto dalla persona con menomazione e disabilità. Quest’ultimo concetto si riferisce alle condizioni esterne che possono rappresentare un ostacolo per il soggetto che presenta menomazione e disabilità. L’esempio più noto è dato dalle barriere architettoniche, per esempio la mancanza di rampe per diversamente abili, che rappresentano un limite (un handicap appunto) per le persone in sedia a rotella.

3. Ausili e presidi.

Altri concetti su cui si fa ancora tanta confusione in ambito sanitario sono gli ausili e presidi, termini che troppo spesso vengono frapposti e utilizzati come sinonimi, pur essendo estremamente diversi tra loro. Gli ausili sono strumenti che hanno appunto uno scopo ausiliare, cioè d’aiuto, verso chi ne fa uso. Sono ausili i girelli, le stampelle, le sedie a rotelle che aiutano il paziente nell’attività di deambulazione. I presidi invece sono oggetti utilizzati nella gestione, nella prevenzione o nella cura di alcune patologie. Sono per esempio presidi i pannoloni, le stomie, i cateteri, etc.

4. Prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Una domanda d’esame che può crearti qualche problemino è la seguente: qual è la differenza tra prevenzione primaria, secondaria o terziaria? La risposta è molto semplice. La prevenzione primaria è l’insieme delle procedure e delle attività che hanno la finalità di prevenire la comparsa e la diffusione di determinate malattie. Si pensi, per esempio, alle campagne di vaccinazione. La prevenzione secondaria è invece finalizzata ad individuare in modo precoce soggetti che hanno potenziali possibilità di ammalarsi. Un esempio è fornito dalle attività diagnostiche come lo screening applicato su un’ampia fascia della popolazione che potrebbe sviluppare una determinata malattia. Si pensi alle campagne diagnostiche rivolte alla popolazione femminile per individuare tempestivamente l’insorgenza dei tumori al seno. La prevenzione è terziaria quando è finalizzata a limitare un danno o ad evitare o rallentare la progressione di una malattia. Rientrano, per esempio, nell’ambito della prevenzione terziaria le attività di riabilitazione, fisica o cognitiva, o la somministrazione di diete per i soggetti diabetici, etc.

5. FLORA MICROBICA TRANSITORIA O FLORA MICROBICA RESIDENTE?

L’argomento in questione è l’igiene delle mani, molto richiesto in sede d’esame. Il lavaggio delle mani è un’operazione mirata ad eliminare quanto più possibile la flora microbica transitoria e quella residente, ma molto spesso si tende a confondere questi due termini. La flora microbica transitoria è determinata dalla presenza di microrganismi negli strati superficiali delle mani che possono essere eliminati con un semplice, ma accurato, lavaggio delle mani con acqua tiepida e detergente. La flora residente, invece, è costituita da microrganismi che vanno a depositarsi negli strati più profondi della mano. Il più delle volte si tratta di batteri non patogeni che non rappresentano una fonte di pericolo per la salute umana. Per l’eliminazione parziale (totale è pressoché impossibile) della flora residente è necessario che il lavaggio delle mani avvenga con un prodotto antisettico per le mani.

6. Tetraplegia, paraplegia emiplegia.

Un altro argomento su cui si tende troppo spesso a fare confusione è quello delle paralisi. Può capitarti che durante l’esame ti venga espressamente richiesto di esporre, con esempi concreti, la differenza tra queste tre condizioni. Comincio con l’etimologia del termine tetraplegia, che deriva dai termini greci –tetra, cioè quattro e –plegia, cioè “percossa”, ed indica sostanzialmente una paralisi di tutti e quattro gli arti del corpo umano. L’emiplegia è la paralisi di uno dei due lati del corpo umano causato da un danno cerebrale. La paraplegia è infine una paralisi che interessa la parte inferiore del corpo umano.

7. Pandemia, endemia ed epidemia.

La pandemia, dal greco pan- demos cioè “tutto il popolo”, è una malattia infettiva di entità globale, cioè che si diffonde rapidamente e coinvolge un numero notevole di persone distribuite su vaste aree geografiche del mondo. L’esempio più vicino ai nostri giorni, purtroppo, è fornito dall’infezione da Covid-19. Con il termine “endemia” si indica invece l’insorgenza di una malattia su una determinata popolazione e su una specifica area geografica (per esempio la malaria nelle zone tropicali). L’epidemia è infine la diffusione di una malattia su una collettività di individui e in un determinato periodo della stagione.

8. Nutrizione enterale e parenterale.

Altra domanda su cui potresti avere dei dubbi potrebbe essere: “qual è la differenza tra nutrizione enterale e parenterale?” In entrambi i casi si è di fronte a modalità di nutrizione artificiale rivolta a pazienti incapaci di alimentarsi autonomamente per via orale.  Nel primo caso, cioè nella nutrizione enterale, la somministrazione degli alimenti avviene con l’applicazione di una sonda (sondino naso-gastrico) collegata direttamente con l’apparato digerente del paziente. Essa può avvenire anche tramite PEG con un’incisione all’altezza della parete addominale. La nutrizione parenterale prevede invece la somministrazione di nutrienti per via venosa.

Marco Amico

Operatore socio sanitario, blogger e giornalista. Ho 35 anni, una laurea in Lettere e Filosofia, che c'entra poco con la mia professione, e la passione per la scrittura, le bici, le serie TV, i libri, la storia. Lavoro in una casa di riposo e nel tempo libero scrivo articoli d'informazione socio-sanitaria.

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