Corsi Oss ai tempi del Covid: come si stanno organizzando gli enti di formazione.

Lezioni in streaming, videocorsi, registrazioni online, materiale didattico digitale. Sono i nuovi strumenti della formazione a distanza. L’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Covid-19 su tutto il territorio nazionale ha infatti radicalmente rivoluzionato le modalità della formazione rivolta agli aspiranti operatori socio sanitari. Per questi, infatti, si presenta la possibilità di effettuare il percorso formativo in modalità telematica, direttamente a casa del corsista. Un’opzione già sperimentata in alcune aree dello stivale, soprattutto nelle zone ad alto rischio, durante la prima ondata della pandemia, nei mesi di marzo ed aprile.

La formazione a distanza destinata agli Oss ha sin da subito destato qualche perplessità per le caratteristiche intrinseche del corso, incentrate fondamentalmente su attività pratiche finalizzate all’assistenza diretta alla persona non autosufficiente. Per questa ragione, nel mese di marzo, la Regione Sicilia vietava espressamente la formazione a distanza (FAD) relativa ai corsi di riqualificazione per operatori socio sanitari. Il divieto si basava “sulla considerazione che il percorso di qualificazione in operatore socio sanitario, per le peculiarità che lo caratterizzano, cioè l’assistenza alla persona, non può essere erogato attraverso percorsi diversi dalla tradizionale formazione in presenza”. Dunque, in Sicilia la FAD viene sin da subito considerata incompatibile con le caratteristiche della professione dell’Oss. Non è un caso che prima dell’inizio della pandemia, i corsi Oss online sono sempre stati visti con una certa diffidenza dagli addetti ai lavori, non solo in Sicilia ma anche nel resto d’Italia.

Il discorso cambia notevolmente dopo l’estate, con la diffusione della pandemia anche nelle regioni meridionali. Nell’ultimo D.P.C.M., quello cioè del 3 novembre 2020, nell’articolo 1, comma 9, lettera S, si raccomanda espressamente che “i corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza”. Un provvedimento abbastanza chiaro che impone a tutte le regioni, a maggior ragione in quella siciliana, definita “zona arancione”, di adeguarsi e di adottare gli strumenti digitali per garantire la formazione a distanza per gli aspiranti Oss.

Alcuni enti si sono già organizzati con l’invio del materiale didattico ai corsisti e con l’avvio delle prime lezioni online. Se per la didattica non sussistono particolari problemi, lo stesso non può dirsi per il tirocinio e l’esame finale. In alcuni casi, e solo per l’attività pratica, gli enti hanno previsto delle ore di lezioni svolte in presenza, ma nel rispetto dei protocolli anti-contagio: mascherine e distanziamento. E qui sarebbe interessante capire come venga effettuata la simulazione delle procedure relative alla mobilizzazione del paziente, per esempio il trasferimento del paziente da letto a carrozzina, in una situazione in cui è espressamente richiesto il distanziamento e non sono consentiti contatti diretti tra gli individui.

Altri istituti hanno aperto alle “modalità miste” da svolgersi in parte nelle strutture e in parte con videoconferenze. Anche gli esami devono essere svolti con la modalità “a distanza”, nel rispetto delle misure finalizzate a contenere la diffusione del virus, ma garantendo allo stesso tempo piena trasparenza. In Emilia Romagna, per esempio, già dal mese di marzo, l’esame si svolge con la realizzazione di una simulazione pratica, resa in forma scritta, e integrata tramite colloquio. In entrambe le circostanze è prevista una prova a distanza, attraverso un sistema sofisticato che consente la tracciabilità dell’intera procedura.

Nonostante i limiti e le perplessità appena espresse, penso che di fronte ad una pandemia devastante, le nuove tecnologie rappresentino un’alternativa più o meno valida, forse l’unica, per continuare a garantire il percorso formativo degli Oss.

Marco Amico

Operatore socio sanitario, blogger e giornalista. Ho 35 anni, una laurea in Lettere e Filosofia, che c'entra poco con la mia professione, e la passione per la scrittura, le bici, le serie TV, i libri, la storia. Lavoro in una casa di riposo e nel tempo libero scrivo articoli d'informazione socio-sanitaria.

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