La rilevazione della pressione arteriosa: un’importante competenza dell’Oss.

Si tratta di un’operazione apparentemente banale ma che in alcuni casi può salvare la vita ad un paziente. Mi riferisco alla rilevazione della pressione arteriosa, una mansione tipica dell’operatore socio sanitario. Non è un caso che nell’Accordo Stato-Regioni del 2001 sia espressamente richiesto che l’Oss sappia “attuare interventi di primo soccorso” e quindi che sia capace anche di rilevare i parametri vitali. Tra l’altro se ti stai preparando per affrontare una verifica finale di un corso Oss è fondamentale che tu sappia utilizzare uno sfigmomanometro perché la rilevazione della pressione è una degli argomenti più richiesti in sede d’esame, soprattutto durante la prova pratica. Con questo articolo ti spiegherò tutto ciò che deve sapere un Oss in merito a tale argomento.

Cos’è la pressione arteriosa?

La pressione arteriosa, indicata spesso con l’acronimo P.A., è uno dei parametri vitali che permettono al personale sanitario, ma anche ad un non addetto ai lavori, di comprendere sommariamente lo stato di salute di un individuo. Nello specifico, la pressione arteriosa non è altro che l’intensità con cui il cuore pompa il sangue e lo distribuisce alle cellule dell’organismo umano. Per comprendere questa azione è necessario conoscere l’anatomia, la funzione del cuore e dell’apparato circolatorio.

Molto sommariamente, possiamo dire che il cuore è un muscolo involontario che compie sostanzialmente due azioni: una contrazione, detta sistole, che genera una pressione tale da spingere il sangue alle arterie, e una fase di rilassamento, detta diastole, che definisce l’azione attraverso cui il sangue, per mezzo delle vene, torna al cuore. La rilevazione della pressione sanguigna, che avviane attraverso lo sfigmomanometro, consente di comprendere l’intensità con cui il cuore esercita queste due azioni e di conseguenza fornisce una primissima informazione sullo stato di salute di un individuo. Una pressione troppo alta (ipertensione) può favorire infatti l’insorgenza di problematiche, anche piuttosto serie quali ictus cerebrali o infarti cardiaci.

Quando non si misura?

La pressione arteriosa non andrebbe rilevata dopo i pasti, a seguito di attività fisiche e sportive piuttosto intense, dopo aver fumato o assunto caffè o durante particolari stati d’ansia, perché i valori ricavati da questa indagine potrebbero risultare non veritieri.

Come si misura?

Come ho sottolineato in precedenza, la pressione arteriosa può essere rilevata attraverso l’utilizzo contemporaneo di due strumenti, uno sfigmomanometro e un fonendoscopio. In commercio esistono ovviamente anche gli sfigmomanometri digitali, ma risultano meno attendibili, e soprattutto meno professionali, di quelli manuali. Inoltre, in sede d’esame troverai molto probabilmente quello manuale perché è lo strumento più usato dal personale sanitario. Il suo utilizzo è abbastanza semplice. È sufficiente far assumere al paziente una posizione rilassata, supina o seduta, inserire il manicotto sul braccio, poco sopra il gomito, ed applicare il fonendoscopio all’altezza della piega del gomito, dov’è cioè posizionata l’arteria brachiale. Dopo aver inserito correttamente il manicotto, accertati che la valvola sia tutta chiusa e inizia a pompare fino a portare la lancetta del manometro ad un livello poco superiore a 200. Metti il fonendoscopio alle orecchie, svita leggermente la valvola e osserva la lancetta. Noterai che il manicotto inizierà progressivamente a sgonfiarsi. Al primo rumore guarda attentamente il posizionamento della lancetta, perché sarà quello il valore della pressione sistolica, cioè della massima. La scomparsa del rumore rivela invece il livello della pressione diastolica, cioè la minima.

I valori ideali.

La rilevazione della pressione arteriosa (P.A.) si esprime in millimetri di mercurio (mmHg). Come riportato dalle indicazioni dell’Oms, i valori ottimali di una persona adulta in condizioni di riposo sono 120 per la sistolica (massima) e 80 per la diastolica (minima). Si può parlare di ipertensione quando i valori sono superiori ai 140/90 mmHg. La situazione è abbastanza preoccupante quando i valori superano i 180/120 mmHg. Viceversa, si parla di ipotensione quando i valori sono pari o inferiori ai 95/60 mmHg.

Marco Amico

Operatore socio sanitario, blogger e giornalista. Ho 35 anni, una laurea in Lettere e Filosofia, che c'entra poco con la mia professione, e la passione per la scrittura, le bici, le serie TV, i libri, la storia. Lavoro in una casa di riposo e nel tempo libero scrivo articoli d'informazione socio-sanitaria.

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