Coronavirus, quanto è importante l’uso del saturimetro?

Tosse, febbre e difficoltà nella respirazione. Ormai tutti conoscono i sintomi più comuni del Covid-19, il virus che da oltre un mese ha messo (e sta mettendo) in ginocchio il nostro paese causando migliaia di decessi. Il paziente positivo al tampone, come è stato dimostrato, può presentare problemi di respirazione più o meno gravi, ed è per questo che, per il monitoraggio di tale sintomo, il saturimetro può risultare uno strumento davvero importante. Non è assolutamente un caso se tale dispositivo sta andando praticamente a ruba nelle farmacie, ma anche nei negozi online. In commercio ne esistono di tanti tipi ad un prezzo che orientativamente va dai 25 ai 50 euro. Con questo articolo vedremo cos’è il saturimetro, a cosa serve e perché il suo utilizzo può essere di vitale importanza per il paziente positivo al Covid-19.

Cos’è e a cosa serve il saturimetro?

Il saturimetro è uno strumento a forma di pinza applicato su un dito (generalmente l’indice) del paziente che serve fondamentalmente a rilevare la percentuale di emoglobina satura di ossigeno. In altre parole, l’uso di questo dispositivo è utile per monitorare l’attività dell’apparato respiratorio del paziente al fine anche di scorgere (o prevenire) un’eventuale crisi respiratoria. Su un paziente “sano”, e in condizioni normali (cioè a riposo e non sotto sforzo), la percentuale di emoglobina si attesta a livelli superiori al 95%. Si parla di ipossiemia, cioè di un’anomala diminuzione di ossigeno nel sangue, quando i valori sono inferiori al 90%. Detto anche pulsiossimetro, questo strumento,  che non manca mai (o almeno non dovrebbe mancare) nelle strutture sanitarie e assistenziali come case di riposo ed Rsa, rileva inoltre la frequenza cardiaca (FC) del paziente.

Il saturimetro nella gestione del paziente con Coronavirus.

Con le dovute precauzioni, possiamo affermare che l’uso del saturimetro può salvare la vita ad un paziente che ha contratto il virus. A dirlo non sono io, ma un appello lanciato dal 118 e dalla Federazione Italiana Medici di Famiglia (Fimmg) al ministro Speranza perché venga fornito questo apparecchio a tutte le persone in isolamento. Questo strumento, infatti, può risultare davvero utile per garantire un’assistenza domiciliare in quanto permette di monitorare le condizioni di salute di quelle persone positive, non gravi, che si trovano in isolamento presso la propria abitazione. Il dispositivo, chiaramente, non sostituisce la consulenza del medico che, sulla base dei valori dichiarati dal paziente, può decidere a distanza come intervenire. Sul suo utilizzo nella gestione del virus è intervenuto anche Andrea Gori, direttore di Malattie Infettive al Policlinico di Milano. “Il saturimetro – spiega Gori – potrebbe essere un ausilio, proprio perché il Covid-19 interessa le vie respiratorie. Ma se una persona ha difficoltà respiratorie non è che può stare a casa a misurarsi il livello di ossigenazione nel sangue. È bene che, se fa fatica a respirare, venga in ospedale” (fonte: Agi.it).

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