Coronavirus, positività comunicata in ritardo: una morte sospetta in Sicilia.

Da qualche giorno il Covid 19, come purtroppo si temeva, è approdato anche al Sud ed in Sicilia, anche se i casi, così come le vittime, sono numericamente inferiori di quelle registrate nel Nord Italia, soprattutto in Lombardia. Casi decisamente inferiori, com’è inferiore anche il numero dei tamponi effettuati. Ci sono poi circostanze in cui il tampone sarebbe stato effettuato ma il responso sarebbe arrivato con estremo ritardo.

È il caso di un uomo di 65 anni di Siracusa, risultato positivo al Covid 19 e deceduto nei giorni scorsi, dopo un calvario durato diverse settimane, nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Umberto I. Calogero Rizzuto è il suo nome, un uomo conosciuto  e stimato in città (e non solo) in quanto ricopriva una prestigiosa carica pubblica: era il direttore del Parco Archeologico di Siracusa.

Conosciamo la sua vicenda grazie ad una denuncia effettuata dal deputato regionale Emanuele Dipasquale che ha chiesto, con un esposto, che si faecesse chiarezza sull’accaduto. L’uomo da giorni presentava febbre e tosse e, a fine febbraio, per motivi professionali aveva anche incontrato una delegazione coreana. Il 9 marzo, accompagnato dalla moglie, viene sottoposto ad un primo tampone il cui responso (positivo al Covid 19) sarebbe stato comunicato solo quattro giorni dopo, quando il paziente era già in rianimazione da due giorni. I tempi previsti per la comunicazione dell’esito del test intercorrono generalmente tra le quattro e le sei ore (fonte Il Sole 24 Ore). Un ritardo clamoroso che può avere inciso sul peggioramento delle condizione di salute dell’uomo ma anche sui presunti contagi delle persone venute a contatto con lui. I legali della famiglia, inoltre, hanno fatto sapere che il ricovero dell’uomo sarebbe stato respinto per ben due volte, nonostante la presenza dei sintomi tipici dell’infezione. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta.

Fonti: Ansa, SiracusaNews, Rainews

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