Un bonus di 100 euro nella busta paga di marzo: spetterà anche agli Oss?

Su questo e su altri siti è stato ribadito centinaia, forse migliaia, di volte. Ci sono professioni per le quali non è prevista alcuna forma di “smart working”. Si tratta di lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che per svolgere il proprio dovere devono necessariamente recarsi in sede, mettendo seriamente a rischio la propria salute e quella dei propri familiari. Ebbene sì. Per loro il governo ha previsto un piccolo indennizzo di cento euro che sarà erogato sullo stipendio del mese di marzo. La domanda che in molti mi stanno ponendo in queste ore è la seguente: “tra questi lavoratori rientrano pure gli Operatori socio sanitari?” Non sono un commercialista, né un consulente del lavoro, per cui per maggiori dettagli vi invito a rivolgervi a dei veri professionisti del settore. Tuttavia, dopo essermi accuratamente documentato, consultando fonti più che attendibili, credo di poter rispondere a questa domanda.

Il bonus di cento euro spetta a tutti i dipendenti, sia pubblici che privati, con un reddito annuo non superiore ai 40 mila euro, che nel mese di marzo, nonostante l’emergenza “coronavirus” sono obbligati a doversi recare fisicamente sul posto di lavoro. E’ quanto previsto dall’articolo 63 del decreto “Cura Italia”. Dunque in questa categoria rientrerebbero pure gli Operatori socio-sanitari che lavorano in ambito ospedaliero o in strutture private, purché siano in possesso dei requisiti appena descritti. L’erogazione del premio avviene in modo del tutto automatico.

Saranno in tutto 9 milioni i lavoratori italiani aventi diritto al bonus.

Fonti: Il Sole 24 ore e Corriere della Sera.

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