I cinque momenti più imbarazzanti che ci ha regalato il Coronavirus.

Strade deserte, supermercati presi d’assalto, ordinanze, divieti, mascherine, stadi e teatri chiusi. Da quando il Coronavirus ha fatto il suo ingresso in Italia a preoccupare non sono tanto i numeri che ha fatto registrare, comunque preoccupanti, quanto il delirio generale che sta vivendo il Paese. Puntate intere sul Coronavirus hanno inevitabilmente generato un clima di terrore nella popolazione che sta vivendo un vero e proprio psicodramma. Nonostante la gravità del problema, che non va assolutamente sottovalutato, mi pare però che si stia un tantino esagerando. Quando, qualche settimana fa, l’allarme è entrato anche in Italia mi sono chiesto se fosse il caso o meno di scrivere un pezzo sul Coronavirus. Del resto, il mio è pur sempre un blog che si occupa di informazione socio-sanitaria, e far finta di nulla di fronte ad un tema così attuale francamente mi dava l’impressione di starmi per allontanare troppo dalla realtà. Così, solo oggi, decido di scrivere anche io qualcosa in merito. Attenzione però, se stai cercando aggiornamenti sul numero dei casi positivi, delle vittime, delle regioni coinvolte, hai sbagliato sito. Sul web troverai sicuramente siti e fonti decisamente più aggiornate. Su questo sito parlerò invece dei cinque momenti più imbarazzanti che ci ha regalato il Coronavirus, un modo anche per esorcizzare un argomento serio e assai complesso.

#1 Zaia e i topi cinesi.

Chi è che non ha mai visto un cinese mangiare un topo vivo? Tra le perle di saggezza lette ed ascoltate in questi giorni, meritano sicuramente una posizione privilegiata le esternazioni del governatore del Veneto, Luca Zaia. Il leghista, intervenuto qualche giorno fa su Antenna 3, ha attribuito la responsabilità della diffusione del Coronavirus nel mondo alla scarsa igiene del popolo cinese. “La cultura del nostro popolo è quella di farsi la doccia – ha affermato il presidente del Veneto -, anche l’alimentazione, la pulizia, le norme igieniche, il frigorifero, la scadenza degli alimenti sono consuetudini del nostro popolo. Penso che la Cina abbia pagato un grande conto perché comunque li abbiam visti tutti mangiare topi vivi ed altre robe del genere”. Le parole illuminanti di Zaia ci rendono veramente fieri di essere italiani, noti in tutto il mondo per essere puliti ed onesti.

#2 Barbara D’Urso e il lavaggio sociale delle mani.

È stato sicuramente il momento più imbarazzante da quando il Coronavirus ha fatto il suo ingresso in Italia. Barbara D’Urso interviene nei suoi salotti televisivi per una nobile ragione: spiegare come ci si lava le mani. Lo ha fatto perché evidentemente ha a cuore la salute di milioni d’italiani, che prima di allora ovviamente non sapevano come ci si lavasse le mani. A noi non resta che ringraziare la conduttrice di Pomeriggio Cinque per i preziosi consigli atti a scongiurare il dilagare del Coronavirus in Italia.

#3 Gli scaffali dei supermercati vuoti.

Altro momento imbarazzante connesso alla diffusione in Italia del Coronavirus è legato alla corsa irrazionale ai viveri manco si trattasse della peggiore carestia alimentare degli ultimi mille anni. Le immagini dei notiziari ci mostrano supermercati letteralmente presi d’assalto da gente terrorizzata pronta ad accaparrarsi l’ultima scorta di pasta. Uno scenario tipico di guerra generato dalla fobia che il virus ci costringa a rimanere segregati in casa per i prossimi 10 mesi. Follia pura ed ingiustificata.

#4 “Gli anziani possono morire”.

Sul Coronavirus ne abbiamo sentite di tutti i colori. I protagonisti appartengono fondamentalmente a due scuole opposte di pensiero: i creduloni, quelli che, come abbiamo visto prima, muniti di mascherina prendono d’assalto i supermercati, e gli increduli, quelli che, al contrario, tendono invece a negare completamente l’esistenza del problema. La peggiore affermazione che ho sentito dal partito degli increduli è la seguente: “il Coronavirus non è pericoloso, in fin dei conti a morire sono soprattutto gli anziani o le persone con alcune patologie croniche”. Affermazioni terrificanti che sminuiscono il valore della vita delle persone anziane e malate, che così passerebbe in secondo piano rispetto a quella della popolazione giovane, sana e di robusta costituzione fisica. Che baggianata!

#5 Strumentalizzazioni politiche.

Ho sperato, illudendomi, che il problema non diventasse oggetto di strumentalizzazioni politiche, sia a destra che a sinistra. Speranza che ovviamente si è rivelata un’utopia. All’indomani del primo decesso italiano per Coronavirus, il leader della Lega, Matteo Salvini, coglie in pieno l’occasione ed entra nel merito dell’argomento. Lo fa, come già ci ha abituati in altri straordinari momenti della sua brillante carriera politica, con delle esternazioni assolutamente fuori luogo. L’ex ministro dell’Interno chiede al governo la chiusura immediata dei porti, a suo parare principali canali di diffusione in Italia del Coronavirus, e aggiunge “Se Conte non è capace di fare il necessario per tutelare la salute dei nostri figli ne risponderà davanti agli italiani”. Anche in un contesto del genere, evidentemente, il leader leghista non riesce a non fare propaganda lucrando sulla paura della gente.

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