I sei più probabili rischi per un Operatore Socio-Sanitario.

Come ogni altro ambito professionale, anche quello sanitario presenta dei rischi che non possono essere assolutamente sottovalutati. Se sei un medico, un infermiere o un Operatore Socio-Sanitario sicuramente non puoi non sapere quali sono i principali rischi legati alla tua attività professionale. Solo la conoscenza di essi ti permetterà infatti di attuare tutte le misure preventive del caso. Ecco i sei più probabili rischi cui vai incontro ogni volta che metti piede in una struttura sanitaria e ti appresti a svolgere il tuo lavoro.

#1 Il rischio biologico.

L’Operatore Socio-Sanitario si dedica quotidianamente alla cura generale e all’igiene del paziente, alla rilevazione dei parametri vitali, alla mobilizzazione, alla dispensazione dei pasti. Dunque, all’interno di una struttura sanitaria, inevitabilmente, l’Oss è la figura professionale maggiormente esposta al rischio biologico, cioè quel pericolo legato alla possibilità di contrarre una malattia infettiva dopo il contatto diretto con sostanze biologiche, come feci, urine e sangue.  Ospedali, RSA, Case di Riposo, strutture sanitarie pubbliche e private, sono tutti luoghi ricettacoli di batteri e microrganismi patogeni, dannosi per la salute sia del degente che degli operatori sanitari. A questo argomento ho dedicato diversi articoli del mio blog. Se vuoi sapere quali sono le aree ospedaliere potenzialmente più “pericolose” può esserti utile la lettura di un mio articolo recente dal titolo Infezioni ospedaliere: ecco le aree più a rischio. Se invece vuoi dei consigli sulle norme igienico-sanitarie da seguire per scongiurare il rischio biologico, ti invito alla lettura di questo articolo: Rischio biologico: dieci regole per scongiurarlo. Se non lo hai già fatto inoltre ti invito infine a leggere questo articolo che parla delle “Sei malattie infettive che può contrarre un Oss”.

#2 Il rischio chimico.

Tutto il personale sanitario è inevitabilmente esposto a tale rischio, determinato dal contatto, diretto o indiretto, con particolari sostanze chimiche pericolose per la salute umana. Le sostanze presenti in alcune detergenti, disinfettanti e sterilizzanti, rappresentano un pericolo per l’operatore impegnato nelle procedure di sanificazione, sanitizzazione e sterilizzazione di superfici e dispositivi medici. Per questo motivo, ti raccomando di utilizzare sempre i Dpi, Dispositivi di Protezione Individuale, in primis i guanti monouso, che ogni datore di lavoro, per obbligo di legge (D.lgs. 81/2008), deve mettere a disposizione dei propri dipendenti.  Anche il contatto con delle sostanze chimiche presenti in alcuni farmaci possono rappresentare una minaccia per il personale sanitario in quanto tossiche. Un esempio è dato da alcuni antibiotici che possono avere degli effetti allergici sull’operatore, ma anche dai farmaci chemioterapici, sostanze di laboratorio e medicinali che possono essere inalati involontariamente, ad esempio nelle terapie con aerosol.

#3 Rischi legati alla mobilizzazione del paziente.

Anche in questo caso, tra tutti i componenti dell’equipe sanitaria, l’Operatore Socio-Sanitario è decisamente quello più esposto. Il rischio che tu possa infortunarti, per esempio durante le attività di mobilizzazione del degente, è molto elevato. Ciò è più probabile soprattutto nelle procedure di trasferimento di un paziente non autosufficiente dal letto di degenza alla carrozzina (o viceversa). Un’operazione questa che richiede la conoscenza di precise manovre tecniche che tutti gli Oss devono aver appreso durante la formazione. Tutti i manuali didattici che avviano alla nostra professione ti consigliano di non effettuare da solo queste manovre, ma di farti aiutare sempre da un altro operatore, per evitare di mettere a repentaglio l’incolumità tua e del paziente. Le strutture dovrebbero inoltre possedere degli ausili, come dei sollevatori meccanici per agevolare il movimento dell’utente. Tuttavia, la carenza di personale e la mancanza di risorse ti inducono spesso a lavorare da solo e senza questi strumenti, e a farne le spese è proprio la tua colonna vertebrale.

#4 Il rischio burnout.

Il contatto diretto e quotidiano con la sofferenza umana e i ritmi di lavoro intensi, possono seriamente compromettere il lieto svolgimento della tua attività. Non solo. I rapporti sempre più conflittuali con colleghi, responsabili, pazienti e familiari, possono condizionare negativamente la tua condotta lavorativa rendendola insostenibile, sia sul piano fisico che su quello emotivo. Il quarto rischio cui vai incontro svolgendo il tuo lavoro di Oss è dunque il burnout. Si tratta di una forma di esaurimento psicofisica che interessa principalmente le cosiddette “professioni d’aiuto” (helper). Il burnout è una vera malattia professionale che ha l’effetto di ridimensionare la qualità del lavoro dell’operatore. Non è un caso che anche l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il burnout come “sindrome da stress da lavoro”. Non molto tempo fa ho scritto un articolo in merito, che forse potrebbe interessarti, dal titolo “Rischio burnout: sette campanelli d’allarme. “

#5 Il rischio di subire un’aggressione.

In Italia si registrano ogni giorno più di tre aggressioni ai danni del personale sanitario. I fatti di cronaca ogni giorno rivelano continui episodi di violenza all’interno degli ambienti ospedalieri in cui a farne le spese sono medici, infermieri ed Operatori Socio-Sanitari. I luoghi ad alto rischio sono soprattutto i pronto soccorso, dove si consumano i principali atti di violenza che hanno come protagonisti in negativo alcune “teste calde” che rivendicano un’assistenza tempestiva. La questione è stata affrontata anche in Parlamento, mentre in alcune regioni italiane sono già partiti i primi corsi di autodifesa rivolti al personale sanitario. Su questo argomento ho scritto qualche giorno fa un articolo dal titolo “L’aggressione al personale sanitario: un problema culturale.” 

#6 I rischi legali.

Nel corso della tua attività di Operatore Socio-Sanitario potresti avere anche qualche problema con la legge. Ciò può verificarsi quando, per tua iniziativa o per imposizione del tuo datore di lavoro, fai tue alcune competenze tipicamente infermieristiche, come, per esempio, la somministrazione dei farmaci. Il rischio cui vai incontro è una denuncia per esercizio abusivo della professione, un reato previsto dall’art. 348 del Codice Penale, secondo il quale chi esercita un’attività senza una “speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione dai sei mesi ai tre anni con multa da diecimila a cinquantamila euro”. Attività e competenze dell’Oss sono riportate negli allegati A e B dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Anche su questo argomento ho dedicato un pezzo in passato dal titolo “Le non competenze dell’Oss: i limiti dell’Operatore Socio-Sanitario.”

Altri illeciti legati alla nostra professione riguardano il reato di lesione personale, omicidio colposo e il reato omissivo.

 

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