Lavoro, sei condizioni che un Oss non dovrebbe mai accettare.

Quella degli Oss è una categoria professionale troppo volte screditata. Lo abbiamo sottolineato già in altre occasioni. Tanti, troppi, sono i soprusi che subiscono quotidianamente gli operatori che lavorano nel privato, in balia di datori di lavoro senza scrupoli e poco inclini al riconoscimento di alcuni diritti sacrosanti del lavoratore. Prevaricazioni che vengono accettate solo per il bisogno di portare a casa uno stipendio.  Ma esiste davvero un limite che non deve essere mai superato? Un punto di non ritorno oltre il quale bisogna dire “basta” una volta per tutte? Io credo proprio di sì. In questo articolo saranno elencate le sei condizioni che non devi mai accettare se sei un Operatore-Socio-Sanitario.

1# Lavorare in nero.

Questo discorso, chiaramente, vale anche per tutte le altre categorie. E’ una pratica molto diffusa, soprattutto nel settore dell’assistenza privata socio-sanitaria.  Ma a rischiare non è solo il datore di lavoro al quale può essere comminata una sanzione molto salata, ma anche e soprattutto  il lavoratore. Se sei un Oss e sei stato appena assunto, sappi che il tuo datore di lavoro deve comunicare nel più breve tempo possibile, al Centro per l’Impiego competente per territorio, il modello Unilav. Questo documento è molto importante in quanto attesta l’avvenuta assunzione di un nuovo dipendente. Se ciò non avviene, la tua attività rimane assolutamente clandestina , con tutte le gravanti del caso, prima tra tutte il mancato versamento dei contributi Inps, molto importanti ai fini pensionistici.  Come ho accennato prima, a rischiare non è solo il tuo capo ma anche tu, che nel peggiore dei casi potresti essere denunciato e subire un procedimento penale.

#2 Sostituirti all’infermiere.

Anche questo purtroppo è un fenomeno molto radicato nel nostro settore. Capita spesso che, per carenza di personale, il datore di lavoro ti attribuisca mansioni e competenze prettamente infermieristiche, come la somministrazione generale di farmaci, per via intramuscolare, endovenosa ed anche orale. Se non lo hai già fatto, potrebbe esserti utile la lettura di un mio recente articolo dal titolo “Le (non) competenze dell’Oss: i limiti dell’Operatore Socio-Sanitario”. Anche in questo caso, oltre al rischio di compromettere lo stato di salute del paziente, potresti incappare nel grave reato dell’esercizio abusivo della professione. Per fare l’infermiere devi conseguire una laurea in Infermieristica ed iscriverti ad uno apposito albo professionale.

#3 Acquistare con i propri soldi guanti, manopole e dispositivi vari.

Può capitare a volte che, per problemi interni di natura economica, l’azienda non disponga di una quantità sufficiente di Dpi , cioè di Dispositivi di Protezione Individuale, come guanti, camici, maschere protettive. Tutto l’occorrente, insomma, per poter svolgere nel migliore dei modi, e in piena sicurezza, il tuo lavoro di operatore. Per una maggiore tutela personale e per ovviare a tale inaccettabile deficienza, avrai suppongo provveduto in prima persona (e a tue spese) ad acquistare questo materiale. Il consiglio che ti do è quello di farti rimborsare le spese, anche se si dovesse trattare di una somma irrisoria (non credo proprio considerato il costo di questi dispositivi). La legge sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n.81/2008, art. 18, comma 1, lettera d) prevede infatti che sia il datore di lavoro a doverti fornire i “necessari ed idonei dispositivi di protezione individuale”.

#4 Essere soli in turno.

È una consuetudine molto diffusa nei piccoli centri di assistenza che ospitano pochi utenti (10, 12 circa), come le comunità alloggio per disabili psichici, anziani, tossicodipendenti. Si tratta di una pratica che si ripete principalmente nei turni notturni, che tendenzialmente siamo orientati a considerare più abbordabili.  Lavorare da soli in turno è sempre un rischio per te stesso e per i tuoi pazienti. Potresti avere in qualsiasi momento il bisogno di essere coadiuvato da un collega nella gestione di un’emergenza o nel semplice svolgimento di due attività che vanno eseguite contemporaneamente. Nelle strutture appena citate, capita spesso che sia un solo operatore ad occuparsi insieme dell’igiene della persona e degli ambienti, della dispensazione dei pasti e della cura del bucato. Una situazione ai limiti dell’assurdo.

#5 Lavorare più di 8 ore al giorno.

Se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, il troppo lavoro invece lo sfinisce. Lavorare per lunghe ore può rappresentare un pericolo per te e per l’incolumità del paziente stesso. La stanchezza è una caratteristica fisiologica dell’essere umano. Da essa derivano momenti di distrazione che possono costare caro, soprattutto in un ambiente sanitario ed assistenziale. Accetta dunque questa condizione solo in casi eccezionali (per turni notturni o per ritardi sporadici dei colleghi), ma fai in modo che certi orari disumani non diventino una regola. 

#6 Lavorare gratis o quasi.

C’è una differenza sostanziale tra lavoro e volontariato e non è necessario che sia io a spiegarla. Se il tuo datore di lavoro non ti paga puoi comunque seguire una guida che ho redatto qualche settimana fa dal titolo “Come devi agire quando il tuo datore di lavoro non ti paga” Ciò che è importante qui sottolineare è che lo stipendio non è un dono generoso del tuo capo, ma la retribuzione (più o meno giusta) per la prestazione professionale che hai esercitato. Il consiglio che ti do è di evitare di entrare in ambienti di lavoro dove lo stipendio, oltre ad essere ben al di sotto della media, non è mai puntuale.

6 pensieri riguardo “Lavoro, sei condizioni che un Oss non dovrebbe mai accettare.

  • Ottobre 11, 2019 in 9:22 pm
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    Purtroppo questa è realtà , si lavora per necessità in case famiglie dove lavori solo in turno, fai doppi turni senza smonto , anche mattino notte , questo succede soprattutto nelle case famiglie, dove non ci sono controlli e anche lavori in nero

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  • Ottobre 12, 2019 in 1:29 pm
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    Tutto vero io oss a 20 anni primo lavoro e pur esendo in un ospedale privato capita molto spesso di essere in turno anche da sola;dopo varie volte oltre che lamentarci con la propria caposala abbiamo presentato tale problema direttamente dalla Responsabile la quale ha riferito “Basta ci sia il numero degli infermieri o uno in più” non risolvendo così nulla!
    Gli infermieri sono comunque infermieri e Oss Operatori stop!!!

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  • Ottobre 13, 2019 in 9:46 am
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    A me mia capitatto .lavoro con personalle di meno dono sndata lamentarmi mia sposstatto en un altra strutura .i operatorii vengono tratati malissimo ai da dire fuorii

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  • Ottobre 17, 2019 in 9:10 am
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    E per tutelarsi da questi soprusi e situazioni di abuso di professione e di mobbing da parte del datore di lavoro ” Federazione migep” “shcoss sindacato degli operatori socio sanitari” Tu operatore sociosanitario segnala il tuo disagio e s’interviene a tutela degli
    operatori e di conseguenza anche e soprattutto dell’utente. Buona giornata

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    • Novembre 7, 2019 in 10:01 am
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      Fortunatamente nella comunità dove lavoro io tutto ciò non accade, è vero,la notte siamo da soli, ma non cambierei la mia notte da sola con quelle in due che facevo un casa di riposo!
      Ricordo che lì si lavorava (e molti colleghi ancora lavorano) in condizioni al limite con la legalità,costretti a turni massacranti,senza l’aiuto di sollevatori o simili e con contratti veramente ridicoli

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