Bari, studentessa non riesce a trovare alloggio in quanto disabile.

L’ennesima notizia che non vorremmo mai sentire. L’ennesimo caso di discriminazione ai danni di una persona con disabilità. Questa volta la vittima è Donatella Suriano, una studentessa pugliese di 22 anni che nel mese di giugno ha deciso di iscriversi al Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali di Bari. Un percorso di studi che rischia però di dover abbandonare prima del tempo. Il motivo? La difficoltà nel trovare una stanza disponibile. A complicare tale ricerca non sarebbe soltanto l’inaccessibilità degli appartamenti, ma la diffidenza dei proprietari di casa e di alcuni coinquilini.

L’articolo uscito ieri su fanpage, realizzato da Iacopo Melio, pone al centro dell’attenzione l’ennesimo caso di discriminazione in cui a farne le spese è una giovanissima studentessa pugliese, Donatella, 22 anni, affetta da SMA (Atrofia Muscolare Spinale), una rara malattia neuromuscolare. Donatella ha un sogno, laurearsi in Scienze dei Beni Culturali. Un obiettivo che, tuttavia, rischia inesorabilmente di fallire per un motivo che non dipende da lei: l’impossibilità di individuare un appartamento adatto alle sue esigenze. Quello che inizialmente sembrava essere “solo” un problema legato alle barriere architettoniche, in realtà si è rivelato qualcosa di molto più grave. Donatella ha dovuto fare i conti, infatti, con le barriere mentali e culturali di una società malata, profondamente segnata da un’ignoranza diffusa, che nel 2019, non ha alcuna giustificazione.  Alla diffidenza dei proprietari di casa si è aggiunta (come se non bastasse) quella dei presunti coinquilini, che vedrebbero in Donatella una minaccia alla propria libertà. Tutto questo perché la studentessa avrebbe bisogno di essere affiancata da una persona di fiducia per lo svolgimento di alcune attività quotidiane fondamentali: mangiare, lavarsi, vestirsi.

Per maggiori dettagli in merito a tale vicenda rimando al sito fanpage dal quale ho tratto questa notizia. Ciò che mi preme maggior sottolineare su questo sito, è la sistematicità con cui si verificano episodi incresciosi come quello appena raccontato. Una vicenda che ricalca tanti altri episodi di intolleranza, segno evidente di una mancata cultura del rispetto e dell’inclusione sociale.

Marco Amico

Operatore socio sanitario, blogger e giornalista. Ho 35 anni, una laurea in Lettere e Filosofia, che c'entra poco con la mia professione, e la passione per la scrittura, le bici, le serie TV, i libri, la storia. Lavoro in una casa di riposo e nel tempo libero scrivo articoli d'informazione socio-sanitaria.

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