5 cose da non chiedere mai ad un Oss.

Domande indiscrete, luoghi comuni, frasi assolutamente fuori luogo. Ci sono espressioni che un Operatore Socio-Sanitario non vorrebbe mai sentir pronunciare. Ne parliamo in questo articolo.

1. Infermiere?

Non tutti quelli che hanno un camice sono infermieri. L’Operatore Socio-Sanitario non è un infermiere e chiamarlo così potrebbe clamorosamente urtare la sua sensibilità e, nel peggiore dei casi, suscitare dei veri e propri scatti d’ira. L’Oss collabora con l’infermiere ma non è un infermiere. In un certo senso ne è subalterno. A differenza dell’infermiere non può somministrare farmaci, non  può effettuare iniezioni né compiere medicazioni di un certo livello. Conosco Oss che hanno intrapreso questa strada solo perché non sono riusciti a superare i test di ammissione in Infermieristica. Immaginate, voi, quanto possa essere frustrante per questi soggetti sentirsi chiamare “infermiere”.

2. Questa notte sei di guardia?

Non siamo sicuramente infermieri, ma neanche guardie carcerarie. L’espressione “Stanotte sei di guardia”, utilizzata impropriamente per indicare chi esercita professioni sanitarie nelle ore notturne, potrebbe non essere gradita dagli addetti ai lavori. Non ci sono tesori blindati da salvaguardare, non esiste nessun rischio d’evasione (tranne che per rarissimi casi). Il nostro lavoro notturno si basa principalmente sull’assistenza di base al paziente e sul monitoraggio dello stato di salute dello stesso.

3. Sei riuscito a dormire questa notte?

È giunta l’ora di sfatare un altro luogo comune molto diffuso: non siamo pagati per dormire la notte e nella maggior parte dei casi ciò non avviene. Il lavoro notturno è molto duro, talvolta anche più pesante di quello diurno. Molti pazienti necessitano di assistenza anche nel cuore della notte, durante la quale sono numerosissime le richieste di intervento da parte di anziani e persone non autosufficienti. Tutto ciò mentre la tua squadra del cuore sta disputando la partita più importante della stagione e, ovviamente, non puoi guardarla perché sei in turno.

4. Quanto guadagni al mese?

È come chiedere l’età ad una donna. È come domandare ad una coppia sterile il motivo per il quale, dopo tanti anni di matrimonio, non abbia ancora messo al mondo un bebè. Niente di più inopportuno e fuori luogo.  Chi fa questo mestiere – lo sanno tutti – non naviga nell’oro, anzi. Soprattutto nelle regioni meridionali, gli stipendi per chi lavora in una casa di riposo, non superano in media gli 800 euro al mese. Una situazione davvero imbarazzante per chi è impegnato per 6,7 o 8 ore giornaliere a dare assistenza ad anziani e diversamente abili. Evitate dunque di mettere il dito nella piaga, a meno che non vogliate essere linciati da chi esercita questa professione.

5. Cosa fai per capodanno?

“Il botto, a lavoro!” Ho detto capodanno, ma avrei potuto dire Natale, Ferragosto, 25 aprile o persino il primo maggio, la festa cioè dei lavoratori. Il discorso non cambia. Per gli Operatori Socio-Sanitari non esistono festivi, sono delle macchine programmate per lavorare sempre e comunque e non importa di quale giorno si tratti.    

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