Le (non) competenze dell’Oss: i limiti dell’ Operatore Socio- Sanitario.

Quella dell’Oss (Operatore Socio-Sanitario) è una figura professionale molto complessa sulle cui mansioni vengono costantemente sollevati ancora oggi molti dubbi. Tale professione viene introdotta allo scopo di fornire un supporto nell’assistenza socio-sanitaria di base a soggetti che, per svariati motivi, non sono più autosufficienti e che, pertanto, necessitano di un ausilio nello svolgimento delle più comuni attività quotidiane come lavarsi, vestirsi, alimentarsi, fare la spesa, ritirare un farmaco, etc. Nata in Italia sulla base dell’accordo Stato- Regioni del 22 febbraio 2001, l’Oss rientra a tutti gli effetti nel comparto delle professioni sanitarie previste dal Ministero della Salute. Il rischio però è che questa figura, incoraggiata da datori di lavoro senza scrupoli, possa via via assumere, in buona o in cattiva fede, competenze prettamente infermieristiche per le quali sono previste ben altre qualifiche. Con questo articolo proveremo a capire quando finisce il ruolo dell’Oss e subentra quello dell’Infermiere. Di seguito, appunterò schematicamente tutto quelle mansioni tipicamente infermieristiche che l’Oss non può e  non deve assolutamente svolgere. Il rischio? Non solo quello di arrecare un danno permanente al paziente, ma anche vedersi recapitata una denuncia per esercizio abusivo della professione di Infermiere.

L’Oss può fare le iniezioni?

Assolutamente No. Iniezioni sottocutanee, intramuscolari, somministrazione di insulina, e più in generale, la somministrazione generica di farmaci, per quanto semplici e apparentemente banali possano sembrare, sono tutte competenze mediche ed infermieristiche. Non mi stancherò mai di sottolinearlo: la terapia farmacologica non rientra nella sfera delle competenze dell’Oss, il quale non può, e non deve, somministrare farmaci in piena autonomia, neanche una semplicissima tachipirina. A tale scopo è stata inserita una nuova figura professionale, l’Operatore Socio-Sanitario con formazione complementare (OSSS) in grado di poter svolgere anche tali mansioni.    

Cateterismo Vescicale.

Anche in questo caso parliamo di una procedura sanitaria relativamente invasiva, che può essere praticata esclusivamente dall’infermiere. Da tale procedura non è tuttavia escluso il ruolo importante dell’Oss, il quale si occuperà dell’igiene del paziente prima che venga sottoposto a cateterismo, della preparazione del carrello e della sostituzione della sacca delle urine.

Cateterismo vescicale.

Flebocisti e terapie endovenose.

Anche la gestione della flebo non rientra tra le competenze dell’Oss. Sebbene alcune operazioni, come staccare e riattaccare deflussori, possano sembrare un gioco da ragazzi, in realtà presentano dei margini di rischio importanti per la salute del paziente.

Ossigenoterapia.

E’ un trattamento medico che prevede la somministrazione di ossigeno (02) a pazienti affetti da insufficienza respiratoria, cronica o acuta.  Non è una mansione dell’Oss poiché l’Ossigenoterapia è pur sempre la somministrazione di un farmaco e quindi una pratica medica ed infermieristica. L’Oss, semmai, aiuterà il paziente che dovrà sottoporsi ad ossigenoterapia ad assumere una posizione corretta, ortopnoica  o semiseduta.

Ossigenoterapia

Medicazioni e lesioni da decubito.

Medicazione di una piaga.

L’allegato B dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 sottolinea che l’Oss deve saper “effettuare piccole medicazioni” ma non specifica cosa intende effettivamente con questa espressione. Si suppone dunque, nei casi di lesione da pressione, che l’Oss possa intervenire in autonomia solamente quando queste siano giunte al primo stadio, cioè quando si presentino semplicemente come un rossore più o meno lieve. Dal secondo stadio in poi il trattamento deve essere effettuato dal medico o dall’infermiere, con l’Oss che collabora nell’igiene e nella preparazione del materiale. Anche in questo caso, tuttavia, il ruolo dell’Oss non è per nulla marginale. L’operatore, infatti, è il primo ad accorgersi della presenza di una lesione, durante l’igiene del paziente, ed ha il dovere di segnalarla prontamente all’equipe sanitaria. Il ruolo dell’Oss è centrale soprattutto in chiave preventiva, per scongiurare il rischio d’insorgenza di lesioni da decubito. Fondamentale in tal senso è la mobilizzazione del paziente allettato, competenza esclusiva dell’Operatore Socio-Sanitario.

Conclusioni.

L’accordo Stato-Regioni del 2001, che istituisce la figura dell’Oss, rimanda alle Regioni il compito della formazione professionale dell’Operatore Socio-Sanitario. Potrebbe capitare che in alcune regioni fosse consentito all’Oss lo svolgimento di determinate operazioni, come ad esempio la rilevazione della glicemia o l’applicazione di un clistere evacuativo per il lavaggio intestinale, mentre in altre regioni tali mansioni sono prettamente di pertinenza dell’infermiere. Pertanto, il consiglio che do è quello d’informarsi direttamente con l’Assessorato alla Salute della Regione in cui esercitate, e verificare in prima persona se esiste un regolamento specifico che disciplini le competenze dell’Oss.

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